Mike e RAI

RAI TV Ita

”Lui aveva questo modo sornione di fare lo strumentalizzato, ma era un risultato che voleva ottenere. Era un perfezionista, studiava come muoversi, era un uomo con un grande senso dello spettacolo.” – Sabina Ciuffini

 LASCIA O RADDOPPIA?

Poco dopo l’inizio della televisione inaugurata da Mike, venne uno dei programmi più amati dal pubblico italiano di sempre, quel “Lascia o raddoppia?” (dal ’55 al ’59) che rivoluzionò le abitudini degli Italiani.

Fu un tale successo che dovettero spostare la programmazione dal sabato al giovedì perché la gente disertava i cinema per radunarsi nei bar e nelle case dei pochi fortunati che possedevano il televisore.

Lascia o raddoppia

Vicini di casa, conoscenti, amici, tutti si riunivano per vedere il Mike nazionale, al punto che i cinema si rassegnarono a proiettare le puntate del quiz prima del film.

RISCHIATUTTO

Successo dopo successo, da “Campanile sera” a “La fiera dei sogni”, Mike approdò al quiz che amò di più, “Rischiatutto” (1970-75), in cui sperimentò innovazioni elettroniche ed effetti speciali e in cui introdusse la prima valletta “parlante” (e brillante!), Sabina Ciuffini.

Ma qual era il segreto del suo modo di fare televisione?

Innanzitutto aveva la capacità di illuminare chi gli stava intorno con il faro della sua popolarità. Dopo attente selezioni, trasformava i suoi concorrenti e le sue vallette in veri e propri personaggi, a cui il pubblico si affezionava.

E poi, se pensiamo ad un modo di fare televisione che era tutto di Mike, ci vengono subito in mente le sue mitiche gaffes… – Ma erano vere o costruite?  – questo ce lo siamo chiesti tutti.

Lui stesso ci svelò l’arcano: “Le gaffes le faccio, ma poi, come i conduttori americani, le esaspero, affondo il coltello nella piaga. È autoironia. Io so che ce l’ho, anche se alle volte, onestamente, me lo fanno notare gli altri”.

Mike e Sabina Ciuffini al "Rischiatutto"

“Il segreto del successo? Mike è stato sempre pronto a rischiare.” Sabina Ciuffini

FESTIVAL DI SANREMO

Nel 1963 Mike realizzò finalmente un sogno covato da tempo: presentare il prestigioso Festival di Sanremo. Anche qui portò una ventata di novità, dando alla manifestazione una dimensione di spettacolarità tutta nuova e circondandosi di quattro vallette: Edy Campagnoli, Rosanna Armani, Giuliana Copreni e Maria Giovannini.

Fu il primo degli undici Festival che presentò, l’ultimo dei quali fu nel 1997, con Piero Chiambretti e Valeria Marini.

Mike e il sogno del Festival

Per Mike occuparsi di musica fu un passaggio naturale, visto che in quegli anni andava in onda in radio con i cantanti più popolari del mondo. Insieme al quiz, la musica ha accompagnato Mike in tutta la sua carriera radiofonica e televisiva.

IL GIROMIKE

Mike stakanovista lo è sempre stato. Per questo, tra una trasmissione e l’altra, portò in tour per l’Italia il suo mitico Giromike (per quasi 40 anni!), in compagnia di cantanti del calibro di Toto Cutugno, Loredana Bertè e Umberto Tozzi.
Una specie di compagnia di girovaghi che attraversava l’Italia in lungo e in largo, portando nelle piazze della penisola la sua sempre rinnovata allegria. E già questo un po’ ci dà la misura del lato più avventuroso e anticonformista di Mike, che emergerà in modi sempre più evidenti negli ultimi anni della sua carriera.

Mike in tournée con il GiroMike

Mike in tournée con il GiroMike

MIKE E IL CINEMA

Mike non si sottrasse nemmeno alle lusinghe della settima arte, partecipando a diversi film, tra cui “Il prezzo della Gloria” di Antonio Musu (1955), “Ragazze d’oggi” di Luigi Zampa (1955), “Totò lascia o raddoppia?” (1956) di Camillo Mastrocinque, “Giudizio universale” (1961) di Vittorio De Sica e “C’eravamo tanto amati” (1974) di Ettore Scola.